La donna egizia aveva la stessa posizione giuridica dell'uomo ed esercitava le sue principali attività nella sfera privata, come “signora della casa“. Non si trattava solo di un formale titolo di cortesia, perché, a tutti gli effetti, la moglie organizzava la vita quotidiana e amministrava i beni comuni.
Le donne avevano libero accesso ai templi e ai tribunali dove partecipavano in qualità di testimoni oppure anche per difendersi da sole. Le nobildonne in più possedevano titoli civili e religiosi, disponevano delle loro proprietà, amministravano i loro beni e li trasmettevano ai loro eredi.
Le donne tradizionalmente si occupavano dello svolgimento degli svariati compiti familiari e dell'educazione della prole, raramente capitava che avessero occasioni di contatto con uomini al di fuori della cerchia familiare.
Come si caratterizzava la condizione femminile nell'antico Egitto?
La donna egizia godeva della stessa posizione giuridica dell'uomo. Tuttavia, erano gli uomini a ricoprire quasi tutte le cariche pubbliche. La donna esercitava le sue principali attività nella sfera privata, come "signora della casa". Si può parlare di una certa divisione del lavoro in base al sesso.
La moglie del faraone era venerata come una dea, condivideva con il marito la ricchezza ma non ne esercitava il potere, poteva però assumere la carica di reggente al trono nel caso di morte del marito e in attesa che il figlio maschio, ancora troppo piccolo, raggiungesse l'età necessaria per prenderne il posto.