Domanda di: Secondo De luca | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
(11 voti)
Nel caso in cui si presenti un episodio acuto notturno, assumere prontamente una posizione seduta nel letto mantenendo le gambe a penzoloni o, meglio ancora, alzarsi in piedi per far defluire il sangue verso il basso riducendo più velocemente la congestione di sangue al torace ed a risolvere lo scompenso clinico.
Sposta il respiro dal torace alla pancia, rallentando il ritmo e monitorando la lunghezza dei cicli respiratori in modo che siano di circa 6 secondi. Prosegui fino a che la mano sulla pancia si muove più rapidamente di quella sul petto. A questo punto, il respiro sarà tornato regolare.
Nei momenti di “crisi”, quando il respiro accelera, bisogna contrastarlo respirando invece profondamente con il diaframma: inspirare gonfiando la pancia, trattenere il respiro per qualche secondo e poi buttare l'aria fuori. All'inizio sarà difficile, ma poi dopo qualche ripetizione la situazione andrà migliorando.
Le principali cause sono: Respiratorie: polmonite, bronchite acuta, tumori polmonari o delle vie aeree superiori, BPCO ed enfisema, pleurite. Cardiologiche: infarto, scompenso cardiaco, cardiomiopatie, miocardiopatie, aritmie, embolia polmonare, pericardite, miocardite, patologie valvolari.
Per dispnea, o “fame d'aria”, affanno, si intende la percezione di una respirazione difficoltosa. La dispnea può iniziare lentamente e presentare delle variazioni giornaliere o stagionali (dispnea cronica) o può manifestarsi in maniera improvvisa, nel giro di pochi minuti, ore o giorni (dispnea acuta).