Domanda di: Ing. Antonino Grasso | Ultimo aggiornamento: 18 novembre 2023 Valutazione: 4.7/5
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Per una diagnosi accurata di ossiuriasi sono fondamentali l'osservazione delle feci e della zona anale, e l'esecuzione di un scotch test. La terapia odierna è di tipo farmacologico e consiste nella somministrazione orale di farmaci, quali il mebendazolo, l'albendazolo e il pirantel pamoato.
In genere, è sufficiente assumere in singola dose farmaci antiparassitari specifici (es. mebendazolo, pyrantel o albendazolo) per uccidere il verme (non le uova!). La dose di farmaco può eventualmente essere somministrata nuovamente dopo 14 giorni.
Il contagio da ossiuri avviene per ingestione accidentale delle uova del parassita, che possono trovarsi nell'ambiente e su oggetti di uso comune; le uova sono particolarmente resistenti nell'ambiente, potendo sopravvivere fino a 2-3 settimane dopo essere state espulse dall'ospite.
Altri utili rimedi per i parassiti, efficaci verso gli Ossiuri e le loro uova, sono anche l'artemisia, l'olio di cocco, quello di avocado o di jojoba, ma anche il burro di karité, la camomilla e l'aloe barbadensis, nota per il suo marcato effetto antinfiammatorio, lenitivo, emolliente e antipruriginoso.
Generalmente, la terapia farmacologica per debellare l'infezione include antiparassitari specifici, come: mebendazolo, albendazolo e pyrantel. Il farmaco antiparassitario va assunto per via orale solitamente due volte: uno al momento della diagnosi e un altro 15 giorni dopo.