L'avaro non trova piacere nello spendere i propri soldi, ma piuttosto nell'accumularli o nel preservarli in vista di ciò che non accadrà mai. Il piacere è nel potenziale del suo denaro, nella sensazione di poter eventualmente utilizzarlo e nella sicurezza che ne deriva, nel conservare quello che possiede.
L'avaro, come ci insegna Molière, è un individuo che, per definizione, trattiene tutto e non dà nulla e, questo, anche in riferimento ai sentimenti. L'avarizia porta anche verso l'invidia. Vorresti avere tutto e tutto per te e c'è un rodersi dentro al pensiero di quello che possono avere gli altri.
L'avarizia è un tratto socialmente ben tollerato, eppure può avere conseguenze gravi e invalidanti sul benessere dell'individuo: solitudine, disadattamento, depressione, ansia, conflittualità interpersonali, separazioni, divorzi possono avvicendarsi attraverso intere esistenze e avvilirle, senza che l'avaro prenda mai ...
“Chi è avaro nella vita lo è anche in amore. Mancando di generosità, l'avaro non riesce a empatizzare con i desideri del partner, perché è troppo concentrato a proteggere quello che possiede”, afferma la psicoterapeuta e sessuologa Maria Claudia Biscione.
Le persone che accumulano beni e denaro e mostrano disagio di fronte alla possibilità di separarsene, misurando ogni piccola spesa e soffrendo all'idea di ogni ipotetico spreco, quando non ci sono ragioni oggettive che giustifichino tale atteggiamento, sono definite “avare”.