Domanda di: Dr. Bibiana Palumbo | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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Bisogna evitare di chiedergli compiti che sappiamo non riuscirà a svolgere. Ricordiamoci sempre di rispettare i loro tempi! Evitiamo di comunicare con la persona ammalata alzando il tono della nostra voce, magari pensiamo che questo atteggiamento possa veicolare meglio il nostro messaggio.
È quindi opportuno lasciar loro molto spazio e parlare con voce calma e gentile. Talvolta può essere utile trovare qualcosa con cui possano giocherellare, come per es. un fazzoletto, oppure qualcosa di costruttivo come sbucciare le patate, oppure ancora offrire al malato un bicchiere (infrangibile) d'acqua.
Per non agitare il malato cerca di parlargli nel modo più calmo e tranquillo possibile, cercando di immedesimarti in lui per creare un contatto emotivo. Mentre parli, soprattutto se il tuo familiare o paziente è in fase avanzata, puoi cercare un contatto fisico, appoggiando una mano sulla spalla o tenendogli la mano.
Nei malati di Alzheimer o di un'altra forma di demenza spesso si manifestano disturbi comportamentali. Ad esempio possono agitarsi per motivi apparentemente futili o aggredire fisicamente o verbalmente chiunque capiti loro a tiro. L'aggressività scaturisce per lo più dallo stress.
Le cause che possono peggiorare le condizioni cliniche del paziente sono molteplici: stato confusionale, cadute, fratture, incontinenza urinaria, incontinenza fecale, malnutrizione, immobilizzazione. Oltre l'80% dei malati di Alzheimer sono assistiti a casa.