Domanda di: Isira Romano | Ultimo aggiornamento: 23 agosto 2026 Valutazione: 5/5
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Il cavallo ha offerto all'uomo, nel corso dei millenni, un contributo fondamentale per il trasporto, l'agricoltura e la guerra, aumentando drasticamente la mobilità e la capacità di controllo del territorio. Oltre al lavoro fisico, ha rappresentato una figura simbolica di prestigio, un compagno di vita e un mezzo per l'auto-conoscenza e lo sviluppo di valori come empatia e pazienza.
L'uomo avendo un olfatto scarsamente sviluppato spesso tende a non considerare che il cavallo possiede tutta una gamma di segnali chimici con cui comunica. Secrezioni cutanee, urina e feci sono normali mezzi con cui il cavallo trasmette informazioni ai suoi simili.
I cavalli possono affezionarsi in maniera profonda alle persone, ma lo dimostrano con gesti sottili, come la vicinanza, la disponibilità e piccoli segnali del corpo. Lo spiega Rachele Malavasi, esperta in etologia equina e tecnico equestre 👉 https://kodmi.it/erh9z .
La morva è una malattia infettiva contagiosa che colpisce i cavalli e gli asini, danneggiando le loro mucose, la pelle e gli organi interni. La malattia può essere trasmessa all'essere umano e in questo caso prende il nome di malleus. Si tratta quindi di una zoonosi.
I cavalli ci riconoscono, come i cani. Lo assicura una ricerca condotta dall'Università del Sussex, in Gran Bretagna, iniziata nel 2008 e focalizzata su 24 cavalli delle scuderie Woodingdean e Sussex Horse Rescue Trust.