Cosa pensa Eraclito della morte?

Domanda di: Vera Villa  |  Ultimo aggiornamento: 4 dicembre 2023
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L'uomo contemporaneo volge lo sguardo altrove e così “non guarda verso la morte” ma la rifugge, come se fosse possibile sfuggire alla morte e dalla morte, finendo con il rilevarla come presenza estranea, opposta alla vita! mentre la morte permane come continua presenza non “vista”.

Qual è il pensiero di Eraclito?

Non esiste un elemento senza il suo contrario, l'uno determina l'esistenza dell'altro, cioè sono inscindibili e interdipendenti. Il tutto però s'inscrive in una logica superiore, cioè produce un'armonia complessiva che sfugge all'uomo comune.

Cosa dicono i filosofi della morte?

Tutti noi abbiamo paura della morte ma secondo Epicuro non ne abbiamo motivo perché non la incontreremo mai visto che noi esistiamo solo mentre siamo vivi. Quando siamo morti, invece, non esistiamo più. Quindi: quando ci siamo noi la morte non c'è e, viceversa, quando c'è la morte non ci siamo noi.

Quale filosofo parla della morte?

Per tali dottrine, la morte è quello che Platone diceva: "la separazione dell'anima dal corpo"(Fed,64 c). Con questa separazione s'inizia infatti il nuovo ciclo di vita dell'anima: sia che questo ciclo s'intende come il reincarnarsi dell'anima in un nuovo corpo sia che s'intende come una vita corporea.

Cosa pensa Aristotele della morte?

L'anima è, per Aristotele, la struttura stessa del corpo e dirige il funzionamento dei suoi organi per mantenerlo in vita. Quando l'anima lascia il corpo, questo diventa un cadavere senza vita. Le funzioni dell'anima sono, per Aristotele, tre: vegetativa, sensitiva ed intellettiva.

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