Domanda di: Laura Sartori | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
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Kant giunge a Dio non per via teoretica ma per via etica, così come giunge a teorizzare l'immortalità dell'anima, come tendenza infinita da parte dell'uomo al raggiungimento del perfezionamento morale. Ognuno di noi è destinato alla santità, al perfetto raggiungimento della perfezione.
Quale delle prove teologiche dell'esistenza di Dio e accolta da Kant?
Prova fisico-teologica: l'ordine della natura implica una finalità e l'esistenza di un artefice. La critica di Kant investe anzitutto la prova ontologica. Egli osserva che l'esistenza è un fatto e non la proprietà di un concetto: di conseguenza nulla aggiunge o toglie al puro concetto di “perfezione divina”.
La prova dell'esistenza di Dio formulata da John Locke si basa sul seguente sillogismo: in ogni effetto non può essere contenuto nulla più di quanto sia contenuto nella causa (secondo il principio di causalità ex nihilo nihil);
Qual è secondo Kant L'elemento comune a tutte le prove dell'esistenza di Dio?
L'esistenza, per Kant, non può essere una perfezione, cioè un predicato di Dio. Non è dunque ricavabile a priori dalla sua essenza, ma deve essere aggiunta a posteriori. Una realtà non può essere ricavata da un'idea.
La sua filosofia è detta “criticismo” in quanto è segnata dal valutare e giudicare per stabilire limiti e possibilità delle esperienze umane. Appartengono al periodo critico i suoi tre capolavori: Critica della ragion pura (1781), Critica della ragion pratica (1788), Critica del giudizio (1790).