Secondo il marxismo la guerra nasce da determinazioni economiche e sociali e svolge un ruolo che trascende la volontà degli uomini al potere che l'hanno dichiarata.
Le idee e le azioni delle persone sono condizionate dai rapporti sociali, lo sviluppo dei quali non dipende dalla volontà soggettiva di uomini e donne, ma avviene secondo leggi definite che, in ultima analisi, riflettono i bisogni dello sviluppo delle forze produttive.
Marx critica aspramente tutta la filosofia tedesca, ideologia, che indica come una rappresentazione falsa della realtà. Il suo intento è quello di svelare la verità sulla storia basandosi su una rappresentazione reale e non soggettiva dell'uomo.
Rapporto tra marxismo e anarchismo. Sia secondo Bakunin e Proudhon che secondo Marx, bisogna superare il capitalismo ed abolire lo Stato in quanto sistemi gerarchici, ma secondo Marx bisogna passare prima attraverso una fase di transizione socialista chiamata “dittatura del proletariato”.
Per Marx ed Engels il comunismo non era un principio filosofico, una dottrina politica e tanto meno una utopia, ma un divenire della realtà nell'epoca del capitalismo sviluppato: «Il comunismo non è una dottrina ma un movimento; non muove da princìpi ma da fatti.