Domanda di: Cleros Villa | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.9/5
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Il diamante occupa il più alto grado (10) della scala di durezza fissata da F. Mohs. Ciò significa che il diamante può scalfire tutti gli altri minerali ma può essere scalfito solo da un altro diamante, nonostante alcune delle sue facce (quelle dell'ottaedro) siano più dure di altre (quelle del cubo).
Un colpo brusco con un martello 'spacca' il diamante in pezzi più piccoli: poiché i diamanti sono molto duri ma anche friabili, tendono a separarsi con fratture piuttosto nette. In alternativa, il diamante può essere tagliato con una sega al diamante o con il laser, un processo che dura ore.
I diamanti hanno una resistenza alla frattura migliore del vetro delle finestre, ma peggiore di molte ceramiche industriali e di gran lunga peggiore dei metalli. Certo, i diamanti hanno un'elevata durezza, ma questo significa solo che graffieranno la superficie del martello durante la frattura.
Il metodo più conosciuto è quello “della prova del vetro”. Prendiamo il diamante (o il gioiello su cui é montato) e lo sfreghiamo su un vetro: se otteniamo un bel graffio sul vetro ma la pietra rimane intatta significa che siamo di fronte a un pezzo autentico.
Le faccette devono essere perfettamente proporzionate, un diamante taglio brillante deve avere 57 faccette oppure 58 se anche l'apice è tagliato. Il Round Brilliant Cut, il classico taglio brillante a forma di cono, ha 58 facce (incluso l'apice) ed è il taglio più prezioso, preferito nei diamanti incolore.