Domanda di: Ing. Lucrezia Lombardo | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5
(38 voti)
La proposizione consecutiva latina è una frase subordinata che esprime la conseguenza di ciò che è indicato nella reggente, esattamente come quella italiana. In latino sono introdotte dalla congiunzione ut, se sono positive, altrimenti da ut non (ut nemo, ut nullus, ut nihil, ut numquam) se negative.
con quo (= ut eo, «affinché con ciò») e il congiuntivo in presenza di aggettivi o avverbi al grado comparativo; con causā o gratiā preceduti da un verbo al gerundio (o gerundivo) al caso genitivo; con ad seguito da un verbo al gerundio (o gerundivo) al caso accusativo.
Esprime l'idea di volontà, desiderio, sforzo. In latino è introdotta da: ut/ne + congiuntivo presente in rapporto ad un tempo principale; ut/ne + congiuntivo imperfetto in rapporto ad un tempo storico.
Il congiuntivo è preceduto da ut se la finale è positiva/affermativa; è preceduto da ne se la finale è negativa. Per rendere la finale in forma esplicita bisognerà tradurre ut con "affinché" o ne con "affinché non"; il congiuntivo si traduce con il congiuntivo presente o imperfetto italiano.
(propr. «do [a te] perché tu dia [a me]»). – Nel diritto romano, denominazione di un tipo di contratto innominato, che si configura quando la prestazione già eseguita e quella che si aspetta in cambio consistono entrambe nel trasferimento di proprietà di una cosa (permuta). La locuzione (talora sostantivata al masch.)