Domanda di: Doriana Costa | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Mettiamo che il debito sia conclamato ma che nelle casse del condominio non ci siano soldi a sufficienza per rispettare gli impegni contrattuali. A partire dal 41° giorno, il creditore può avviare il pignoramento dei beni del condominio, preceduto dalla notifica di un ultimo avviso, il cosiddetto atto di precetto.
L'articolo 63 disp. att. c.c. stabilisce che vi sia tra i condomini un vincolo solidale. Questo significa che se uno di loro non paga, il debito ricade sugli altri, i quali dovranno per legge rispondere al pagamento.
Se anche dopo il precetto il moroso non adempie ai pagamenti, l'amministratore di condominio può avviare la fase dell'esecuzione forzata, ovvero nel pignoramento dei beni del moroso. Tra questi il più appetibile è il pignoramento del quinto dello stipendio (o della pensione) per la rapidità della procedura.
Cosa deve fare l'amministratore se un condomino non paga?
Cosa deve fare l'amministratore quando un condomino non paga le quote ordinarie o straordinarie? Deve chiaramente avviare una procedura di recupero crediti di natura giudiziale: deve cioè rivolgersi al giudice affinché intimi al moroso di pagare il proprio debito.
A pagare i debiti del condominio è sia il nuovo che il vecchio proprietario. Infatti l'acquirente diventa corresponsabile insieme al venditore delle quote che non sono state versate sia nell'anno in cui il bene è stato acquistato che in quello precedente.