Sui santini, intesi come ricordini funebri, si scrivono generalmente il nome e cognome del defunto, le date di nascita e morte, una foto e una frase o preghiera dedicata. I testi includono spesso pensieri religiosi, citazioni bibliche, o messaggi che ricordano le virtù del defunto e mantengono vivo il suo ricordo.
Dietro l'immagine di un defunto si scrivono frasi che esprimono amore, ricordo e conforto, come "Il tuo ricordo sarà sempre vivo nei nostri cuori", preghiere (es. "L'eterno riposo dona a lei o Signore") o messaggi personali che ne celebrino le virtù (es. "Buono, onesto ed operoso, amato e stimato da tutti"). Si possono includere anche le date di nascita e morte e una dedica per ringraziare chi partecipa al dolore.
Il santino è un cartoncino rettangolare tascabile con incisa o stampata l'immagine di un santo secondo la tradizione iconografica del tempo della chiesa cattolica in un determinato luogo in cui vi è il culto popolare di quel santo o una chiesa a lui/lei dedicata.
Sant'Agostino ha lasciato frasi celebri sulla ricerca di Dio interiore, sull'amore, sulla verità e sulla speranza, esortando a cercare la felicità dentro se stessi ("Non uscire fuori, rientra in te stesso: nell'interiorità dell'uomo abita la verità") e trasformando lo sdegno in coraggio ("La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle"). Altre frasi famose includono "Ama e fai ciò che vuoi" (con il giusto contesto) e "Colui che canta prega due volte".
Sant'Agostino non ha un unico "motto" ufficiale, ma il più famoso e rappresentativo è "Ama e fa' ciò che vuoi" (in latino: Ama et fac quod vis), che sottolinea la centralità della carità, mentre un altro celebre è "Non uscire fuori, rientra in te stesso: nell'interiorità dell'uomo abita la verità" (Noli foras ire, in te ipsum redi: in interiore homine habitat veritas). Un motto più recente legato al suo Ordine è "In Illo uno unum" ("In Lui solo uno"), scelto da Papa Leone XIV, che indica l'unità in Cristo.