Durante la sedazione si prova uno stato di profondo rilassamento, benessere e sonnolenza, spesso descritto come una sensazione di "fluttuare" o "volare", con un'amnesia parziale e la percezione alterata del tempo, ma rimanendo coscienti e in grado di rispondere ai comandi (sedazione cosciente) o in uno stato più profondo e meno responsivo (sedazione profonda), differenziandosi dall'anestesia generale per il mantenimento di funzioni vitali e una maggiore recuperabilità.
Durante l'intervento il paziente è sedato e quindi, come dice il termine, non sente nulla; il paziente percepisce un rilassamento completo e talvolta si addormenta in modo tale da non sentire voci, dolore e tensione legata all'intervento.
Il paziente entra in uno stato di rilassamento, amnesia e controllo del dolore. La percezione del tempo è alterata, l'intervento sembra durare poco ed i ricordi sono vaghi e sfumati. Durante la sedazione il paziente risponde ai comandi verbali e rimane completamente autonomo nelle funzioni vitali.
Pur avvicinandosi a uno stato di sonno profondo, la sedazione profonda non coincide con l'anestesia generale, che richiede quasi sempre il controllo delle vie aeree tramite intubazione e comporta la soppressione dei riflessi respiratori.
Non è un'anestesia totale, quindi il paziente non si addormenta. Si rimane sempre assolutamente svegli, presenti, coscienti e vigili; non vengono alterati i parametri funzionali e vitali, inoltre la coscienza non viene abolita.