In alcune zone d'Italia è usanza tagliare la cravatta dello sposo e cederla, in cambio di una piccola donazione in denaro per gli sposi, a parenti ed amici, tale tradizione affonda le sue radici nei tempi in cui ai matrimoni si faceva una colletta per aiutare gli sposi a iniziare la vita coniugale.
E' sempre lei a pagare per le fedi, le spese amministrative, il bouquet della sposa, le spese di ricevimento per gli invitati dello sposo, l'offerta per il sacerdote e la sua parrocchia in caso di matrimonio in chiesa. La famiglia dello sposo paga inoltre il viaggio di nozze.
Gli uomini possono indossare un abito completo, con giacca e cravatta, mentre sono sconsigliati smoking e frac. L'unico accessorio consentito è l'orologio, quindi bando a occhiali da sole, cappelli e similari, considerati “eccessivi” dal galateo.
Di solito lo sposo entra accompagnato dalla mamma (a cui offre il braccio destro) e festeggiato dalle frasi di incoraggiamento degli invitati. È un momento importante, ma non solenne, quindi si può condire con una spruzzata di allegria, per esempio scegliendo una musica simpatica per accompagnare l'ingresso.
Quella del taglio della cravatta è una tradizione di nozze tutta italiana ed era molto in voga soprattutto in alcune zone del Sud Italia fino agli inizi degli anni Novanta (infatti è una tradizione diventata desueta e ormai poco diffusa): verso la fine del banchetto nuziale, gli amici dello sposo tagliavano la sua ...