In musica, gli accenti sono segni o indicazioni espressive che mettono in risalto specifiche note, rendendole più forti o distinte rispetto ad altre, guidando l'interpretazione, il ritmo e la dinamica. Essi organizzano la struttura temporale (metro) in battute, alternando movimenti forti e deboli per dare vita alla frase musicale.
Gli accenti in musica indicano punti specifici del tempo musicale in cui avvengono o possono avvenire determinati eventi a seconda del tipo di accento, come il cambio di armonia, l'utilizzo di specifiche note melodiche e molti altri.
Secondo la norma più diffusa nelle grammatiche, in italiano l'accento grave si pone sulle vocali la cui pronuncia non si distingue in aperta o chiusa (a, i, u) e sulle varianti aperte della e /ɛ/ e della o /ɔ/, mentre l'accento acuto (′) si pone sulle varianti chiuse delle vocali toniche e /e/ e o /o/.
→ l'accento grave (cioè), che si mette sulle vocali aperte (città, portò, tradì); → l'accento acuto (perché), che si mette sulle vocali chiuse (finché, né, poiché). È ormai in disuso l'accento circonflesso (^), tradizionalmente utilizzato per i plurali dei nomi in -io (vario → varî, in italiano contemporaneo → vari).
L'accento ritmico si riferisce alla divisione del brano musicale in accenti forti o deboli organizzati nella cellula ritmica che è la battuta. Esistono battute binarie, ternarie e quaternarie. Nella battuta binaria si ha un accento forte e un accento debole.