Domanda di: Boris Sala | Ultimo aggiornamento: 16 maggio 2026 Valutazione: 4.1/5
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L'enclisi e la proclisi sono fenomeni fonetici e grammaticali in cui parole atone (senza accento proprio, come pronomi, articoli o preposizioni) si appoggiano ad altre parole. L'enclisi unisce l'elemento alla parola precedente (es. "dammelo"), mentre la proclisi si appoggia alla successiva (es. "lo prendo"), formando un'unica unità accentuativa.
Nella fonologia del greco antico, la pròclisi è quel fenomeno fonetico per cui alcune parole greche, per lo più mono e bisillabiche, sono prive di accento proprio (e per questo dette atone), e dunque, per ciò che riguarda la pronuncia, si appoggiano alla parola immediatamente seguente (sono dette perciò proclitiche).
In pratica si pronunciano come se fossero una sola parola. Se queste parole si appoggiano, nella pronuncia, alla parola che segue si dicono proclitiche. Se si appoggiano sia nella pronuncia che nella scrittura alla parola che li precede si dicono enclitiche.
Definizione. Si chiamano enclitiche le parole (soprattutto ➔ monosillabi) che, non possedendo accento proprio, si 'appoggiano' prosodicamente alla parola precedente, formando con essa un'unità accentuale (a volte anche grafica) a livello di frase (il gr. klínō significa infatti «poggiare, flettersi»).
Quali sono i pronomi personali enclitici e proclitici?
Le forme atone o deboli (mi, ti, lo, gli, si, la, ci, loro ...), dette così perché non hanno un accento proprio e per la pronuncia si appoggiano sempre al verbo che le precede (enclitiche) o che le segue (proclitiche): Verrà a trovarci (enclitica): Ti dico di sì (proclitica).