Il prezzo di un'obbligazione è legato all'andamento dei tassi di interesse. Più precisamente, all'aumentare dei tassi di interesse, il prezzo del titolo obbligazionario scende e viceversa.
Dal momento che il rendimento del Btp è relativamente elevato, è assai probabile che il titolo in portafoglio abbia subito una forte perdita di valore e che, pertanto, non convenga venderlo in anticipo.
L'aumento dei tassi di interesse quindi rende più remunerativi e più convenienti gli investimenti in obbligazioni, che siano statali ma anche corporate, ovvero emesse da aziende o società private.
In generale, l'unico rischio concreto legato ai Btp è il rischio di credito, ossia la possibilità che il Mef – e quindi lo Stato – risulti inadempiente al pagamento delle cedole o nel rimborso del capitale. Una ipotesi tanto remota quanto più è economicamente forte lo Stato che si indebita emettendoli.
Una recessione blanda, con il Pil in flessione dello 0,1% quest'anno, e forse più corta del previsto; ma la ripresa — sebbene modesta e contenuta al +1,4% — tornerà già nel 2024, quando però «il rendimento del Btp decennale salirà «vicino al 5%»: è la previsione per l'Italia nell'Economic Outlook presentato mercoledì a ...