Domanda di: Ing. Carmelo Grasso | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.7/5
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Dopo alcune ricerche e diversi studi, si è capito che, nelle persone che ricordano i sogni, è interessata una specifica area cerebrale, la corteccia frontale, con una specifica frequenza elettrica, mentre in chi poi rammenterà ben poco, la zona cerebrale coinvolta era la corteccia temporale destra.
Durante questo stadio di sonno, il corpo è come paralizzato e il nostro cervello, che è come cieco e sordo rispetto agli stimoli esterni, processa informazioni che provengono dal suo interno, creando le scene oniriche.
Mentre il corpo riposa, il cervello si rigenera, si ampliano le connessioni fra le cellule cerebrali, si consolidano i ricordi, si modifica la nostra personalità. Mentre dorme il cervello impara e, talvolta, stimola la nostra creatività.
Secondo alcune ipotesi, sarebbe una tempesta di impulsi elettrici tra i neuroni della corteccia, l'area cerebrale responsabile del pensiero cosciente e della memoria, a dare origine a un sogno. In un secondo momento verrebbero coinvolte le zone frontali e parietali del nostro cervello che elaborano le immagini.
Tutte le volte in cui andiamo a dormire il cervello non si spegne. Durante il sonno infatti le cellule celebrali lavorano, si potrebbe dire, affinché non si produca una saturazione di informazioni e si sia recuperata, dopo le giuste ore di sonno, una sana plasticità neurale.