Dopo 24 ore dalla morte, il corpo umano attraversa una fase avanzata di fenomeni post-mortem consecutivi. Il rigor mortis (rigidità) raggiunge il suo picco per poi iniziare a scomparire, mentre l'ipostasi (livor mortis) è ormai fissata. La temperatura corporea si è equilibrata con l'ambiente (algor mortis) e i processi di decomposizione cellulare iniziano a prevalere.
Il cuore, a distanza di 24 h dalla morte, continua a presentare movimenti fibrillatori dell'atrio destro. Ogni vita residua viene a cessare quando si esauriscono le riserve di ossigeno e inizia l'acidificazione dei tessuti.
Quanto ci mette un corpo a raffreddarsi dopo la morte?
Il corpo inizia anche a raffreddarsi, il cosiddetto “algor mortis”, di circa 0,8 gradi ogni ora. Entro due ore dalla morte avviene anche la coagulazione del sangue, il “livor mortis”, che determina sulla pelle un colorito bluastro. Di solito dopo queste fasi il corpo viene messo in una bara oppure cremato.
Dopo la morte il cervello continua a funzionare. Ci sono studi che sostengono che anche se il cuore si è fermato e ha smesso di sbattere, il cervello continua la sua attività elettrica per circa 7 minuti prima di spegnersi definitivamente.
Il livor mortis (o ipostasi cadaverica, dal latino livor: lividità) è la decolorazione del corpo dopo la morte a causa della stasi del sangue non più pompato dal cuore, che per gravità filtra lentamente verso il basso attraverso i tessuti.