Cosa succede dopo una diffida di pagamento?

Domanda di: Mercedes Negri  |  Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023
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Tramite la diffida, il creditore intima al debitore di adempiere entro un termine congruo non inferiore a 15 giorni. Trascorso il termine, senza che sia pervenuto l'adempimento, il contratto da cui sorge il diritto di credito, che in questo caso è una fattura, è risoluto di diritto.

Cosa succede se non si paga una diffida?

Se il debitore non paga spontanemante, il creditore può ottenere il pagamento coattivo di quanto dovutogli attraverso la procedura di recupero del credito, che prevede una prima fase stragiudiziale, mediante lettera di diffida e messa in mora, e una seconda giudiziale, mediante ricorso per decreto ingiuntivo.

Cosa si rischia con la diffida?

La diffida sostanzialmente è un avvertimento, ovvero un documento scritto con il quale si dice a chi sta violando un proprio diritto che se il suo comportamento illegale continua ci saranno conseguenze in giudizio, ad esempio con risarcimento dei danni, risoluzione del contratto ecc.

Cosa succede se non si risponde a una lettera di diffida?

No, non è obbligatorio rispondere alla lettera di diffida. La legge, infatti, non collega alcun significato al silenzio e apre la possibilità di difendersi in un possibile giudizio.

Quando decade una diffida?

Alcuni diritti, dopo un certo periodo, scadono (si pensi al diritto di credito di una somma di denaro per un prestito eseguito che si prescrive dopo 10 anni): la diffida ha la funzione di bloccare il termine e farlo decorrere di nuovo da capo a partire dal giorno successivo al ricevimento della diffida.

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