Domanda di: Alberto Bernardi | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Ogni cellula si occupa per così dire di una determinata area della pelle. Quando si prova prurito, la cellula corrispondente si attiva e invia un segnale elettrico al cervello. Non appena ci si gratta, la cellula nervosa cambia pattern e il prurito sparisce.
Se chi soffre di prurito segue l'istinto di grattarsi, la cute può andare incontro allo sviluppo di lesioni da grattamento, come graffi ed escoriazioni e, infine, lichenificazione, cioè un indurimento ed ispessimento cutaneo che si verifica quando lo stimolo irritativo perdura in maniera cronica.
La manifestazione di prurito può essere segno di diverse condizioni: allergie da contatto, intolleranze alimentari, dermatiti, lesioni cutanee di vario tipo, malattie renali, malattie epatiche, malattie endocrine, edema, neoplasie (morbo di Hodgkin), malattie infettive (morbillo, varicella), malattie neurologiche.
Si è così scoperto che anche senza la sensazione di prurito, grattarsi stimola le aree del cervello che gestiscono i ricordi e il piacere, mentre reprime quelle legate alle sensazioni di dolore e alle emozioni.
Il prurito causato dalla pelle a tendenza atopica può scomparire se non ti gratti. La verità è che se gratti la pelle secca e arrossata, puoi peggiorare la situazione. Quando ti gratti, le unghie danneggiano la pelle rendendola arrossata.