Cosa succede se guido la macchina intestata a mia moglie?

Domanda di: Dr. Cassiopea Barone  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
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È possibile quindi guidare l'auto di un familiare convivente senza limiti di tempo, ad esempio quella del coniuge o dei genitori. Pertanto, il marito può prestare la propria auto alla moglie – e viceversa – senza che questa rischi contravvenzioni.

Cosa succede se guidi un'auto intestata ad un'altra persona?

La legge non stabilisce che non sia possibile guidare un veicolo intestato ad un'altra persona, più che altro la normativa fa riferimento all'uso continuativo del mezzo a motore. Questo significa che chiunque può mettersi alla guida di un'auto di terzi, senza per questo incorrere in una sanzione amministrativa.

Chi può guidare un'auto intestata ad altra persona?

La legge dice che si può guidare un'auto intestata ad un familiare non convivente o a un amico, ma per un tempo massimo continuativo non superiore ai 30 giorni. In caso l'utilizzo superi il mese occorre fare la segnalazione alla Motorizzazione Civile.

Cosa si rischia a prestare la macchina?

Se invece la presti a un familiare non convivente o a un amico e il comodato dura più di 30 giorni hai l'obbligo di comunicarlo alla Motorizzazione affinché il comodato venga annotato sulla carta di circolazione. In caso contrario rischi una sanzione di 705 euro e il ritiro della carta di circolazione.

Cosa comporta avere macchine intestate?

94-bis è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 2.000. La sanzione si applica anche a chi abbia la materiale disponibilità del veicolo al quale si riferisce l'operazione, nonché al soggetto proprietario dissimulato.

Cosa RISCHI se guidi l’AUTO di un altro | Avv. Angelo Greco