Se la tavoletta farcita e scaduta da più di due mesi, si potrebbero manifestare dolori addominali, vomito, nausea o diarrea perché la farcitura della cioccolata potrebbe aver sviluppato delle muffe.
Se consumiamo del cioccolato al latte o fondente scaduto da poco tempo (da qualche giorno o entro due mesi) possiamo senza dubbio stare tranquilli: probabilmente avrà perso parte del suo aroma e del suo profumo ma non dovremmo aspettarci conseguenze per il nostro stomaco o, peggio, lievi forme di intossicazione.
Il buon cioccolato deve essere lucido, croccante e fare stock quando lo si spezza. Se l'aspetto è opaco o biancastro in superficie significa che a causa di uno sbalzo termico eccessivo o una cattiva conservazione il burro di cacao si è staccato dall'emulsione ed è affiorato sulla parte alta della tavoletta.
La durata del cioccolato dipende dalla tipologia. Il cioccolato fondente si mantiene inalterato per anni; quello al latte si conserva per un anno, quello bianco per massimo 6-8 mesi, poiché in questo caso c'è una maggiore presenza di grassi animali.
Quando il cioccolato diventa bianco si può mangiare?
Questo effetto si verifica nel momento in cui il cioccolato viene esposto a temperature troppo alte o basse. Questo sbalzo termico infatti provoca la separazione dei grassi che, attraverso la struttura porosa del cioccolato, affiorano in superficie per poi cristallizzarsi e assumere quel fastidioso colore bianco.