Le conseguenze più eclatanti sono a carico dell'apparato gastrointestinale, con vomito e diarrea, renale (specie per chi soffre già di calcoli o candidosi), ma possono anche attaccare i polmoni, provocando rinite allergica, congestione nasale, attacchi di asma in soggetti ipersensibili alle muffe.
Nel caso in cui dovessimo riscontrare la presenza di una patina bianca sulla marmellata, spesso visibile in particolare in superficie, esso è indice di contaminazione da muffe. L'alimento va buttato ed è assolutamente necessario evitare di consumarlo.
Una reazione tossica è dovuta alla produzione da parte delle muffe di micotossine che l'organismo non riesce a eliminare; i sintomi più comuni sono immediati irritanti gastrointestinali oppure, con l'ingestione cronica di grandi quantità, danni soprattutto al fegato e al rene.
Difatti, qualora si trovi della muffa sulla superficie della marmellata, basta togliere solo la parte contaminata e consumare tranquillamente il resto. Quando lo zucchero contenuto nella marmellata è almeno del 50%, la marmellata si conserva anche fino a 3 anni se la confezione è perfettamente sigillata.
Assicuriamoci che siano completamente immersi nell'acqua per un effetto igienico massimo. L'acidità e lo zucchero contenuto nelle marmellate ostacolano la formazione di muffe. Quando troviamo della muffa in superficie, dobbiamo eliminare lo strato superficiale.