Domanda di: Jelena Parisi | Ultimo aggiornamento: 19 agosto 2026 Valutazione: 4.6/5
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Mentire alla polizia in Italia è un reato che varia in gravità a seconda del contesto. Fornire generalità false comporta la reclusione fino a 6 anni (art. 495 c.p.). Mentire come testimone (falsa testimonianza) è punito con la reclusione da 2 a 6 anni (art. 372 c.p.). Non è punibile se si ritratta prima della fine del processo.
Chiunque dichiara o attesta falsamente al pubblico ufficiale l'identità, lo stato o altre qualità della propria o dell'altrui persona(2) è punito con la reclusione da uno a sei anni(3).
Dichiarare il falso in Italia comporta seri rischi penali, come la reclusione (da 1 a 6 anni, a seconda del contesto, es. Art. 495 c.p. per identità o qualità personali) e sanzioni amministrative, oltre alla decadenza da benefici (es. contributi, agevolazioni) e all'obbligo di restituzione di quanto indebitamente percepito, con pene che variano a seconda che si tratti di falsità in atti pubblici, testimonianza, calunnia o altri reati, ma che possono essere anche molto pesanti, specialmente se coinvolgono autorità giudiziarie o atti dello stato civile.
Nel diritto italiano il reato è previsto all'art. 372 del codice penale, per il quale Chiunque, deponendo come testimone innanzi all'Autorità giudiziaria, afferma il falso o nega il vero, ovvero tace, in tutto o in parte ciò che sa intorno ai fatti sui quali è interrogato, è punito con la reclusione da due a sei anni.
In altre parole, un soggetto che è sospettato o accusato formalmente di un crimine può mentire alle forze dell'ordine senza correre alcun rischio, cioè senza subire un'incriminazione per le sue menzogne. In tutti gli altri casi, invece, mentire alla polizia può costituire reato.