Domanda di: Ing. Rosalba Esposito | Ultimo aggiornamento: 5 maggio 2026 Valutazione: 4.7/5
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Gli Stati Uniti intervennero in Vietnam principalmente per contenere l'espansione del comunismo nel sud-est asiatico, seguendo la "teoria del domino", secondo la quale la caduta di un paese avrebbe portato al collasso dei vicini. L'obiettivo era sostenere il Vietnam del Sud contro il Nord comunista e i guerriglieri Vietcong, evitando l'unificazione comunista del paese e consolidando il proprio prestigio internazionale durante la Guerra Fredda.
L'intervento americano in Vietnam fu guidato dalla teoria del domino, la convinzione che se un paese fosse caduto in mano al comunismo, altri lo avrebbero seguito. Questa paura, alimentata dalla Guerra Fredda, portò all'impegno di contenere il comunismo a tutti i costi.
I soldati statunitensi si riferivano ai Vietcong utilizzando la parola Victor Charlie o V-C. Ufficialmente le forze guerrigliere combattenti durante il conflitto indocinese erano denominate Forze armate popolari di liberazione del Vietnam del Sud; in vietnamita: Quân Giải phóng miền Nam Việt Nam.
Quanti soldati americani sono dispersi in Vietnam?
L'elenco dei MIA statunitensi, redatto dalle amministrazioni presidenziali di Nixon, Carter, Reagan e Bush senior, vede 1655 dispersi in Vietnam, 522 in Laos, 83 in Cambogia e 6 sulle coste cinesi.
Gli Stati Uniti si ritirarono definitivamente il 29 marzo 1973, dopo aver speso oltre 150 miliardi di dollari per sottrarre il Vietnam del Sud al comunismo. La guerra finì due anni più tardi con la caduta del Vietnam del Sud e l'unificazione del paese sotto il regime comunista.