Ganbatte deriva, come il quasi sinonimo ganbare, dal verbo ganbaru, che significa “dare il meglio di sé, fare più del proprio meglio”. E' un'espressione usatissima di incoraggiamento che sottintende che la fortuna non arriva a caso, ma la si costruisce con il duro lavoro e l'impegno di ogni giorno.
Ganbatte kudasai a un'aura formale, mentre ganbare o ganbarō suonano piuttosto militareschi e sono usati in ambito sportivo o per crescere l'enfasi. La risposta solitamente è gambarimasu, "ce la metterò tutta". E mettercela tutta è considerata in Giappone una delle virtù supreme.
Ganbare (頑張れ) è la forma imperativa del verbo ganbaru ed è spesso urlato dai fan o i supporter per incitare la propria squadra del cuore, il proprio artista preferito o semplicemente un amico o un'amica cha sta prendendo parte ad una competizione. Si può tradurre in italiano con “Dai!” oppure “Forza ragazzi!”.
Un termine che mi ha molto colpita è GAMBARU 頑張る. Il termine va oltre la semplice traduzione di impegnarsi, dare il meglio di sé. Implica infatti che vi sia un obiettivo comune e che, per raggiungerlo insieme, venga messa in campo “persistenza”, “tenacia”, “risolutezza” e “duro lavoro”.
E' un approccio in base al quale ci si prende cura in modo straordinario di piccoli dettagli.” Il verbo kodawaru こだわる (da cui Kodawari) significa non solo “essere esigente, pretendere qualcosa per avere un risultato”, ma anche “essere fedele a dei valori”.