La parola zero è una trascrizione dell'arabo sifr che significa «vuoto» e probabilmente il simbolo 0 nacque contando (calcolo) con ciottoli sulla sabbia: quando si toglieva l'ultima pietra non rimaneva nulla, o meglio rimaneva soltanto un'impronta circolare.
Nella sua funzione di Alfa e Omega, questa mistica cifra rappresenta il potere assoluto e agisce come un catalizzatore, amplificando le vibrazioni dei numeri che lo precedono.
L'uso dello zero rese subito i calcoli più rapidi e precisi, permettendo anche l'introduzione di calcoli più complessi come gli algoritmi. L'occidente fu l'ultimo continente a introdurlo e il primo ad utilizzarlo fu il grande matematico italiano Leonardo Fibonacci nel 1202.
Pur indicando il nulla ( vuoto ) lo zero non deve essere confuso con l'assenza di valore in quanto lo zero è un valore. Nei sistemi numerici posizionali lo zero assume un valore diverso a seconda della posizione che occupa nel numero ( es. 0, 10, 100, ecc. ). Soltanto in alcuni casi il numero zero è neutro.
Lo zero fa una sua prima comparsa già tra i babilonesi, il popolo che occupava l'area situata tra i fiumi Tigri ed Eufrate, conosciuta come Mesopotamia e che oggi fa parte dell'Iraq.