Domanda di: Penelope Costa | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2023 Valutazione: 4.9/5
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La dignità del lavoro è un diritto fondamentale, fondante di qualsiasi società (civile), e addirittura più importante di essa. Fa parte delle libertà e dei diritti fondamentali dell'uomo, ed è un diritto enunciato all'articolo 23 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
La tutela di un lavoro dignitoso, caratterizzato da un'equa retribuzione, dalla sicurezza nei luoghi di lavoro e dalla protezione sociale, è di fondamentale importanza non solo per i paesi in via di sviluppo ma anche per le economie industrializzate.
Un lavoro dignitoso significa un lavoro che sia produttivo e che assicuri un giusto reddito, che garantisca sicurezza sul luogo di lavoro e protezione sociale alle famiglie, così come prospettive di crescita personale e integrazione sociale.
Che relazione c'è tra lavoro e dignità della persona?
Il valore della «dignità» permea l'intera regolazione del rapporto di lavoro, a partire dalle sue originarie manifestazioni governate dall'autonomia collettiva, e sino alla stessa legislazione protettiva che mirava, appunto, a restituire dignità (per ora genericamente intesa) all'uomo che lavora.
Con il termine dignità ci si riferisce al valore intrinseco dell'esistenza umana che ogni uomo – in quanto persona – è consapevole di rappresentare nei propri principî morali, nella necessità di liberamente mantenerli per sé stesso e per gli altri e di tutelarli nei confronti di chi non li rispetta.