Cos'è la sindrome di vittima e carnefice?

Domanda di: Sig.ra Leone Lombardi  |  Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2026
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La sindrome di Stoccolma (spesso intesa nel contesto vittima-carnefice) è un paradosso psicologico in cui la vittima di abusi, minacce o sequestri sviluppa sentimenti di empatia, affetto e lealtà verso il suo aggressore. Questo meccanismo di difesa inconscio porta la vittima a difendere il carnefice e a sottomersi volontariamente, spesso come strategia estrema di sopravvivenza in situazioni di alto stress.

Che cos'è la sindrome tra vittima e carnefice?

La sindrome di Stoccolma è una condizione di sudditanza psichica/affettiva in cui una persona che ha subito degli abusi fisici, verbali o psicologici sviluppa nei confronti del proprio aguzzino dei sentimenti positivi, che possono anche sfociare nell'amore.

Quando il carnefice diventa vittima?

La trasformazione della vittima in carnefice, uno degli slittamenti di ruolo che possono verificarsi in un contesto di triangolo drammatico, avviene quando l'individuo precedentemente oppresso o maltrattato, internalizza il dolore e la rabbia accumulati.

Cosa significa vittima e carnefice?

Il Carnefice è colui che agisce un potere autoritario, rigido ed unidirezionale sulla vittima. Tende ad essere oppressivo, giudicante, in alcuni casi violento.

Come si chiama la sindrome della vittima?

La sindrome di Stoccolma si manifesta in persone che sono state vittime di sequestri, rapimenti o abusi continuati. Come accennato, le persone con questo disturbo nutrono empatia e sentimenti positivi verso i loro rapitori o aguzzini.

Cos'è la Sindrome di Stoccolma? Il Legame tra Vittima e Carnefice Spiegato