Domanda di: Dott. Alan D'amico | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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L'Italia è stata tra i primi Paesi ad emettere la legge di divieto della pesca dei datteri di mare nel 1998 (DM 16 ottobre 1998) con qualsiasi attrezzo e aggiungendo un'ulteriore clausola: oltre al divieto di pescare datteri di mare si vieta anche la loro commercializzazione.
In Italia è stato possibile pescare e consumare datteri di mare fino al 1998, anno in cui ne è stata vietata la pesca e il consumo. I datteri di mare sono stati resi illegali anche nel resto d'Europa a partire dal 2006.
Il motivo è molto semplice: per catturarli bisogna distruggere il loro habitat, ovvero le rocce in cui vivono, avvalendosi di martelli pneumatici, picconi o cariche esplosive – come dimostrato dal bagnante di Castellammare. Questo determina l'alterazione dei fondali marini e la distruzione di un intero ecosistema.
Il suo valore al chilogrammo può raggiungere anche i 200 euro e per questo i malviventi non esitano a immergersi nei fondali armati di martelletti per frantumare gli scoglie raccogliere i preziosi molluschi.
Sono molto comuni nel Mar Mediterraneo, soprattutto sulla Costa adriatica. In Croazia e nella zona di Montenegro sono commercializzati con il nome di Prstaci. Sono comuni anche in alcune località dell'Oceano Atlantico e nel Mar Rosso.