Le indagini preliminari sono la fase investigativa in cui il PM e la polizia raccolgono prove (segrete) per decidere se esercitare l'azione penale, supervisionati dal GIP. L'udienza preliminare, invece, è un filtro successivo diretto dal GUP per valutare se le prove sono sufficienti a sostenere l'accusa in dibattimento, evitando processi inutili.
Una udienza preliminare nel diritto processuale penale italiano, è un'udienza, svolta in camera di consiglio, che si svolge successivamente al rinvio a giudizio ed è funzionale a impedire il passaggio in dibattimento di imputazioni azzardate, ma non ha a oggetto la colpevolezza o l'innocenza dell'imputato.
Il Pubblico Ministero e la Polizia Giudiziaria svolgono le indagini necessarie per le determinazioni inerenti all'esercizio dell'azione penale; sulle richieste del Pubblico Ministero, delle parti private e della persona offesa dal reato, provvede il Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.).
L'udienza preliminare è prevista per i reati più gravi, di competenza del Tribunale collegiale o della Corte d'Assise, e per i delitti di competenza del Tribunale monocratico puniti con una pena detentiva superiore a 4 anni (o con multa, sola o congiunta). Non si svolge per reati minori (contravvenzioni o delitti con pene più lievi) e in casi specifici come il giudizio immediato, direttissimo o riti alternativi scelti anticipatamente, dove si procede con la citazione diretta o altri riti.
Dopo l'udienza preliminare cosa succede [ torna al menu ]
Come abbiamo visto il GUP ha sostanzialmente due possibilità: emettere la sentenza di non luogo a procedere oppure emettere il decreto di rinvio a giudizio.