Lui seguiva i genitori con la pista di autoscontri e lei con la sua famiglia portava nelle piazze la grande giostra a catena calcinculo. Oggi hanno due figlie, di sei e due anni, e vivono nella loro roulotte a Torino.
In passato, quando il lavoro era di più, i giostrai si spostavano molto e si portavano sempre i loro figli con sé. Adesso ci si muove meno e così i bambini fanno la scuola in un unico posto. Quando i genitori non ci sono vivono con i nonni, o magari stanno con la mamma mentre il papà gira con la giostra.
Sconosciuta ai più la vita dei giostrai non è affatto semplice. Migrano di continuo, vagando di provincia in provincia tra sagre, feste patronali e fiere senza un guadagno sicuro. Per loro non ci sono nè sgravi fiscali, nè contributi statali come nel caso dei circensi.
Prima dovevi essere sposato da almeno cinque anni con uno/a del mestiere, o avere dieci anni di lavoro come capo operaio sotto un giostraio. Poi potevi fare la richiesta a Roma per ottenere la licenza. Oggi invece le licenze sono state liberalizzate. Chiunque può fare il giostraio.