Vanno bene entrambe le soluzioni. Il costrutto di domanda della reggente (chiamare per sapere) seleziona per l'interrogativa indiretta sia l'indicativo (eri), sia il congiuntivo (fossi). Si tratta di una scelta stilistica.
1) Viene di solito usato nella frase secondaria introdotta da forme verbali all'indicativo (soprattutto forme del passato) di verbi che esprimono una sorta di insicurezza come credere, pensare, sperare, supporre, volere: Credevo che il treno arrivasse sul secondo binario. Avete pensato che io fossi scemo?
Eri rappresenta la scelta più marcata in senso colloquiale-informale: si tratta di un imperfetto epistemico, che instaura una serie di relazioni nascoste tra il pensato e la realtà: non sapevo, prima, che tu non fossi spagnolo, pensavo che tu fossi italiano, invece…
È corretto: "Le scrivo per chiederLe se fosse possibile assistere all'esame di domani"? Molto più semplicemente: “se è possibile”; oppure, volendo dare un tocco di stile più alto, “se sia possibile”; o, ancora, con maggiore cortesia formale, “se sarebbe possibile”.
Anche in questo caso, infatti, la formula “se sarei” è totalmente scorretta soltanto se si trova all'interno di un periodo ipotetico (nello specifico, dell'irrealtà o della possibilità), poiché in quei contesti l'unica forma corretta è “se fossi”, con il congiuntivo.