Domanda di: Sig. Noah Bruno | Ultimo aggiornamento: 4 dicembre 2023 Valutazione: 4.7/5
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L'interesse di Kant nei confronti del sublime sorge già in ambito precritico, come dimostrano le Beobachtungen del 1764, e rimane costante durante la sua intera attività, culminando nella Critica della capacità di giudizio, ma manifestandosi anche nei frequenti riferimenti presenti nell'Antropologia e nelle Riflessioni ...
Il tramonto non è semplicemente bello; per Kant bello significa qualcosa di piacevole e che riguarda l'armonia, mentre il sublime è qualcosa che ti fa sentire piccolo, come davanti ad un cielo stellato, ma allo stesso tempo ti fa sentire grande perché ti eleva l'anima.
La definizione di Sublime cui arriva Kant è l'opposto di quella che dà di Bello. Se il Bello nasce da un accordo tra immaginazione ed intelletto e “implica direttamente un sentimento di agevolazione ed intensificazione della vita”, il Sublime nasce da una disarmonia tra immaginazione e ragione.
Edmund Burke tratta del concetto di Sublime e della sua natura nel 1757, nel trattato A Philosophical Enquiry into the Origin of Our Ideas of the Sublime and Beautiful. In questo trattato Burke per la prima volta confronta il concetto di Sublime con il concetto di Bello e sostiene che il primo è superiore al secondo.
«che giunge fin sotto la soglia più alta», quindi (in senso spirituale, intellettuale, estetico) «nobilissimo, eccelso», «la manifestazione del bello e del grande, nel suo più alto grado».