Domanda di: Rosalino Ferrari | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.7/5
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La vite si accontenta di qualsiasi tipo di terreno, tranne quelli troppo umidi, in pieno sole. L'attecchimento è molto profondo, ciò che permette alle piante bene sistemate di resistere alla siccità. I primi frutti appaiono tra i 3 e 5 anni dopo la messa a dimora.
Bisogna trapiantare le barbatelle di vite durante il fermo vegetativo, ovvero dal momento in cui cade la foglia. Quando la pianta di uva comincia a germogliare, dovrà essere già collocata nel suo posto definitivo. In Italia le viti innestate possono essere piantate da dicembre fino a primavera inoltrata.
La vite innestata e messa a dimora segue un suo ciclo vitale, ma per arrivare alla produzione dei grappoli d'uva dal momento in cui viene piantata, occorreranno due/tre anni. In seguito la pianta diventa produttiva per 20/25 anni, fino ad arrivare ad una fase di vecchiaia in cui la produttività inizia a scemare.
Trattandosi di una pianta estremamente rustica e frugale, alligna ovunque, anche su terreni superficiali, asciutti o rocciosi. Purché ci sia pieno sole. Può crescere in riva al mare, in zone collinari o in pianura, fino a 700-800 metri di altitudine.
Come si chiama il terreno dove si coltiva la vite?
Il suolo argilloso favorevole alla crescita della vite per eccellenza è senza dubbio il Galestro. Il terreno deve essere ben triturato e ammorbidito prima di mettere a dimora le barbatelle.