Domanda di: Sig. Gerlando Messina | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
(3 voti)
Sono ampiamente diffusi nel mar Mediterraneo ma, contrariamente a quanto menzionato in certe fonti bibliografiche, la loro presenza NON interessa (o solo marginalmente) il litorale Adriatico occidentale, che parte dal Veneto e finisce in Abruzzo.
Il 10 marzo 2022 secondo il procedimento n°8147/2018 RGnr, la pesca di frodo del dattero di mare è stata riconosciuta e sanzionata come pratica che attenta e distrugge violentemente se non addirittura irreversibilmente l'ecosistema marino, determinando di fatto il depauperamento delle scogliere.
Il suo valore al chilogrammo può raggiungere anche i 200 euro e per questo i malviventi non esitano a immergersi nei fondali armati di martelletti per frantumare gli scoglie raccogliere i preziosi molluschi.
Sono molto comuni nel Mar Mediterraneo, soprattutto sulla Costa adriatica. In Croazia e nella zona di Montenegro sono commercializzati con il nome di Prstaci. Sono comuni anche in alcune località dell'Oceano Atlantico e nel Mar Rosso.
La pesca del dattero di mare è una pratica illegale fino al 1998 quando è stata proibita, con il DM 16 ottobre 1998: in questo modo l'Italia è stata una sorta di pioniera, perché per altri Paesi europei si è dovuto attendere addirittura fino al 2006 (Regolamento CE 1967/2006).