La storia dei topi è da sempre stata indissolubilmente legata a quella dell'uomo. Originari dell'Asia, la loro presenza è tuttavia attestata nel bacino del Mediterraneo già nell'8000 a.C., anche se essi tardarono a diffondersi nel resto d'Europa, dove li si trova solo a partire dal 1000 a.C..
Tra i roditori, la famiglia muridae (topi e ratti), sono tra i mammiferi più prolifici, alcuni partoriscono in apposite tane, altri si servono di avvallamenti nel terreno, altri ancora costruiscono nidi con svariati materiali.
I piccoli alla nascita sono molto immaturi, nudi e con occhi e orecchie chiusi, con un peso che va da 0,5 a 2 grammi. I topolini aprono gli occhi a 10 giorni, e iniziano a mangiare cibo solido a due settimane. Lo svezzamento avviene a circa 21 giorni, quando il peso degli animali è di 10-12 grammi.
Originario dell'Ecozona paleartica e dell'Ecozona orientale, si è diffuso nel resto del mondo in momenti diversi; in particolare il Ratto delle chiaviche giunse in Europa solo nel tardo Medioevo (a dispetto del nome scientifico non sembra fosse presente in Norvegia prima della metà del XVIII secolo).
La presenza di topi selvatici o domestici è stata usata come "termometro" della sedentarietà di questa popolazione. Scavi in siti che si fanno risalire fino a 200 mila anni fa hanno permesso di portare alla luce solamente denti appartenenti al topo macedone (Mus macedonicus), una specie selvatica.