Entrambe le forme, "è meglio che" ed "è meglio se", sono corrette e utilizzabili nell'italiano parlato e scritto per esprimere preferenza o necessità, spesso intercambiabili nel linguaggio comune. "È meglio che" regge solitamente il congiuntivo (es. "è meglio che tu vada"), mentre "è meglio se" introduce l'indicativo (es. "è meglio se vai").
Il Vocabolario Treccani riporta che l'espressione "è meglio" può essere seguita da frase soggettiva o oggettiva riportando come esempio "sarà meglio che tu resti qui". Tuttavia le chiedo se è più corretto "è meglio che ci vada io" o "è meglio se ci vado io". La ringrazio. Le due forme sono corrette entrambe.
A volte si usa anche “di” ma generalmente si usa “che“, più corretto. Negli esempi iniziali infatti posso anche usare “di” e questo è normalissimo e non ci sono problemi. Forse nel linguaggio comune è persino più normale usare la preposizione “di”: Secondo me è meglio Pfizer di Moderna.
Si usa il "se" + condizionale principalmente nelle domande indirette ("Mi chiedo se potrei aiutarti") per esprimere dubbi, o in rare costruzioni particolari, mentre nella maggior parte dei periodi ipotetici (situazioni immaginarie, improbabili, impossibili) la regola standard è "se" + congiuntivo (imperfetto o trapassato) nella protasi (la frase con "se") e condizionale nella reggente (apodosi) ("Se avessi tempo, andrei al cinema"). Usare il condizionale direttamente dopo il "se" in un periodo ipotetico è generalmente considerato un errore.
La congiunzione (e non preposizione) se, in questo caso, introduce la protasi di un periodo ipotetico e dunque non può mai reggere un condizionale, ma soltanto un congiuntivo, oppure un indicativo: «se avesse… sarebbe meglio», «se ha… è meglio».