Domanda di: Sig. Leonardo Ricci | Ultimo aggiornamento: 10 aprile 2026 Valutazione: 4.7/5
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"Mandare a quel paese" può essere reato (oltraggio a pubblico ufficiale) se rivolto a un pubblico ufficiale mentre è in servizio, ma tra privati cittadini è diventato un illecito civile (sanzione pecuniaria e risarcimento danni) dopo l'abolizione dell'ingiuria come reato, sebbene alcune espressioni volgari siano state dichiarate di "uso comune" e non punibili. La chiave è il contesto: se l'offesa avviene in pubblico, è in presenza di più persone e lede la reputazione, può configurarsi diffamazione (se assente la persona) o oltraggio (se presente il pubblico ufficiale).
L'insulto diventa reato in Italia quando non è rivolto direttamente alla persona presente (che è ingiuria, ora illecito civile) ma avviene in sua assenza e in presenza di almeno due persone (diffamazione) o tramite mezzi di pubblicità come i social media, configurando diffamazione aggravata. Diventa poi reato anche di minaccia se l'insulto contiene un avvertimento credibile di un danno ingiusto.
Gli insulti "non denunciabili" (cioè non più reato penale dopo la depenalizzazione dell'ingiuria nel 2016) sono quelli di uso comune, gergali o espressivi di fastidio, come "coglione" (se inteso come scemo), "vaffanculo", "rompipalle" (se inteso come seccatore), o frasi come "mi hai rotto i coglioni" (per indicare fastidio), che non ledono l'onore in modo grave, ma al massimo danno diritto a un'azione civile per risarcimento danni, specialmente se pubblicati online o in pubblico.
128 c.p. stabilisce, al comma 2, che “Quando la punibilità di un reato commesso all'estero dipende dalla presenza del colpevole nel territorio dello Stato, la richiesta non può più essere proposta, decorsi tre anni dal giorno in cui il colpevole si trova nel territorio dello Stato”.
Cosa succede se mando a quel paese un pubblico ufficiale?
L'oltraggio a un pubblico ufficiale è un reato previsto dall'art. 341 bis del codice penale e si riferisce a una frase o un gesto che rappresentano un'offesa all'onore e al prestigio del soggetto in quanto persona ma anche come ufficiale.