Il rapporto tra Gabriele D'Annunzio e Benito Mussolini è stato una complessa mistura di ammirazione reciproca, gelosia, rivalità politica e cooperazione tattica, definibile spesso come una "carissima nemica". Sebbene D'Annunzio abbia influenzato il fascismo con miti e riti, mantenendo un legame formale, i due rimasero figure distinte e talvolta in contrasto, con Mussolini che ne temeva il carisma.
I rapporti tra il duce e D'Annunzio sono stretti, li lega da subito l'adesione alla prima guerra mondiale e poi il mito della vittoria mutilata ma trattandosi di due personaggi dall'ego smisurato Mussolini sembra quasi temere la popolarità del poeta e di questo ne risentono anche i cinegiornali, enfatici come sempre ma ...
Qual era il rapporto di Gabriele D'Annunzio con il fascismo?
Il fascismo celebrò sempre D'Annunzio come un suo precursore politico e letterario. Lo scrittore, dopo un'adesione iniziale ai Fasci italiani di combattimento, non prese mai la tessera del Partito Nazionale Fascista, probabilmente per mantenere la sua autonomia.
Mussolini temeva fortemente D'Annunzio (e faceva bene), tant'è vero che, fino al 1921, molti vedevano D'Annunzio come un possibile capo del fascismo. D'Annunzio era più carismatico e Mussolini era geloso di lui.