Il cortisone generalmente aumenta il numero totale dei globuli bianchi nel sangue (leucocitosi), in particolare i neutrofili, spingendoli a uscire dai tessuti e a entrare nel flusso sanguigno. Tuttavia, questa azione si accompagna spesso a una diminuzione di altri tipi di globuli bianchi, come linfociti ed eosinofili, comportandosi come un immunosoppressore.
Il più noto è il cortisone, che tende ad aumentare i globuli bianchi (soprattutto i neutrofili) spingendoli a uscire dai tessuti e a rientrare nel flusso sanguigno.
L'uso di alcuni farmaci, come i corticosteroidi, può influenzare la conta dei globuli bianchi. L'assunzione di farmaci chemioterapici, al contrario, può causare una diminuzione dei globuli bianchi.
Sì, il cortisone influisce significativamente sull'emocromo, causando tipicamente un aumento dei globuli bianchi (leucocitosi) con prevalenza di neutrofili (neutrofilia) e una riduzione di linfociti (linfopenia) ed eosinofili (eosinopenia), creando un quadro di "leucogramma da stress", e può alterare anche altri parametri come globuli rossi, piastrine e proteine. Queste modifiche sono legate all'effetto del cortisone di spostare i globuli bianchi dai tessuti al sangue e modulare la risposta immunitaria, ma gli effetti variano in base al tipo e alla durata della terapia.