Il digiuno, specialmente quello intermittente (es. 16:8), solitamente migliora il profilo lipidico riducendo il colesterolo LDL ("cattivo") e i trigliceridi, grazie al consumo di grassi corporei a scopo energetico. Tuttavia, un digiuno prolungato o non strutturato può talvolta innalzare temporaneamente il colesterolo totale e l'HDL. Gli effetti variano in base alla durata e alla dieta.
Quanti giorni di digiuno per abbassare il colesterolo?
Un digiuno prolungato (7 giorni) aumenta invece il colesterolo sierico e i trigliceridi (+25% circa) 12a. Può aumentare il colesterolo buono HDL di circa 4 mg/dl 13. Un'assunzione media di 30 grammi al giorno può ridurre il colesterolo cattivo LDL di circa 5 mg/dl 14.
Il colesterolo è alterato principalmente da uno stile di vita scorretto (dieta ricca di grassi saturi, zuccheri e cibi processati, sedentarietà, fumo, alcol), predisposizione genetica e condizioni mediche come diabete, ipotiroidismo o problemi renali, ma anche da alcuni farmaci e dall'età avanzata. Questi fattori possono aumentare il colesterolo "cattivo" (LDL) e/o diminuire quello "buono" (HDL), squilibrando il metabolismo lipidico.
Dopo 16 ore di digiuno, il corpo passa dall'utilizzo del glucosio a quello dei grassi per energia, grazie al calo dell'insulina, iniziando a bruciare le riserve adipose e attivando processi di riparazione cellulare come l'autofagia per eliminare le cellule danneggiate, portando a benefici come il controllo della glicemia, la perdita di peso (se combinato con una dieta ipocalorica) e miglioramenti metabolici, ma può causare stanchezza iniziale o fame in alcuni individui, rendendo fondamentale la supervisione medica.