L'Agenzia delle Entrate può controllare i conti correnti di familiari, coniugi e conviventi. Questo è possibile se ci sono prove di intestazioni fittizie, uso anomalo o discrepanze tra reddito e tenore di vita. Le sentenze della Cassazione hanno esteso l'autorità di indagine. Questa si basa sul sospetto che il contribuente utilizzi i conti altrui per evadere le tasse.
L'Amministrazione finanziaria, infatti, ha un limite ben definito entro cui può effettuare accertamenti sui conti correnti: di norma, il termine massimo è di 5 anni, calcolati a partire dal 1° gennaio dell'anno successivo alla presentazione della dichiarazione dei redditi.
Chi può controllare i movimenti del mio conto corrente?
Autorità con potere di controllo sui conti correnti
Tra le istituzioni autorizzate a svolgere verifiche sui conti correnti, l'Agenzia delle Entrate, insieme alla Guardia di Finanza, occupa una posizione di primo piano.
I contribuenti che evadono il fisco – e che quindi hanno ricevuto un avviso o una cartella per non aver pagato – si troveranno l'Agenzia delle entrate riscossione nel proprio conto corrente.
Quando la banca ti segnala all'Agenzia delle Entrate?
Con la legge di Bilancio n. 197 del 2022, i controlli sui bonifici scattano per tutte le operazioni finanziarie con importi superiori a 5000 euro. Oltre tale soglia le banche hanno l'obbligo di segnalare l'operazione all'Unità di informazione finanziaria della Banca d'Italia.