Il verbo "essere" è un predicato verbale o nominale?
Domanda di: Ing. Fortunata Palumbo | Ultimo aggiornamento: 19 agosto 2026 Valutazione: 4.6/5
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Il verbo "essere" può svolgere entrambe le funzioni: è predicato nominale quando unito a un aggettivo o nome (copula + nome del predicato: lui è stanco). È predicato verbale quando ha significato autonomo di esistere, trovarsi, appartenere o esserci (lui è a Roma), spesso seguito da preposizioni.
Quando il verbo essere è predicato nominale o verbale?
Quando il verbo essere è usato per formare i tempi composti e la forma passiva, il predicato è un predicato verbale. Il verbo essere con significato autonomo. Quando il verbo essere ha il significato di esserci/trovarsi, appartenere, vivere/esistere, essere fatto, essere originario è un predicato verbale.
Il verbo essere è irregolare, non segue quindi le regole delle tre coniugazioni dei verbi italiani (-are, -ere, -ire), ma si coniuga in maniera differente. I modi del verbo essere sono sette: Quattro modi finiti (indicativo, congiuntivo, condizionale e imperativo) Tre modi indefiniti (gerundio, infinito e participio)
La differenza principale è che il predicato verbale indica un'azione compiuta dal soggetto (es. "mangia"), mentre il predicato nominale esprime una qualità o una condizione del soggetto, essendo formato dal verbo essere (copula) più un nome o un aggettivo (es. "è felice", "è un medico"). Il predicato verbale è un qualsiasi verbo che esprime un'azione, mentre il predicato nominale si basa sul "verbo essere" unito a un aggettivo (nome del predicato) o un nome (parte nominale).
Nella locuz. essere in p. di ..., essere quello, o tra quelli, che ha o hanno maggiori probabilità di essere promosso a una carica, di ottenere un titolo, e sim.: è in p. di essere nominato direttore generale.