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Gli ho telefonato o l'ho telefonato?
Gli ho telefonato: ho telefonato a Piero Le ho telefonato: ho telefonato a Maria L'ho chiamato: ho chiamato Piero L'ho chiamata: ho chiamato Maria NON FATE MAI PIÙ L'ERRORE DI DIRE "l'ho telefonato" o "l'ho telefonata". TELEFONARE è un verbo intransitivo che richiede sempre un pronome indiretto!
Come spiegare ai bambini i verbi transitivi e intransitivi?
Per spiegare i verbi transitivi e intransitivi ai bambini, usa l'analogia del "passaggio" dell'azione: transitivo (il verbo "passa" l'azione a qualcuno/qualcosa, rispondendo a "Chi?" o "Che cosa?") come in "mangio una mela", e intransitivo (l'azione resta sul soggetto, non ha un "Chi/Che cosa") come in "il cane corre", usando la domanda "Chi/Che cosa?" come trucco per distinguerli.
Il verbo "guidare" è transitivo o intransitivo?
Il verbo "guidare" è un verbo transitivo della lingua italiana che si riferisce principalmente all'azione di condurre o manovrare un veicolo, come un'automobile, una moto o un camion.
Ci telefono è transitivo o intransitivo?
Nel significato di 'comunicare qualcosa per telefono' prevede un uso transitivo e regge, oltre all'argomento indiretto, anche un argomento diretto costituito dal contenuto della telefonata stessa: -Gianni mi telefonò la notizia-".
Si dice mi hai chiamato o mi hai chiamata?
RISPOSTA: Tutte le varianti sono corrette. In casi come questi, cioè quando le particelle pronominali ricoprono la funzione di complemento oggetto e si trovano prima del verbo, è possibile scegliere liberamente l'accordo sia per il genere (anche se il pronome indica una persona di sesso femminile), sia per il numero.
Il verbo "telefonare" regge il complemento oggetto?
Il verbo telefonare è intransitivo, perciò non regge il complemento oggetto, bensì il complemento di termine. Infatti noi possiamo "telefonare a qualcuno" e non "telefonare qualcuno".
Qual è il verbo intransitivo?
Al contrario, sono intransitivi i verbi che non reggono un complemento oggetto. Per esempio, “partire”, “arrivare”, “andare” sono intransitivi o di significato intransitivo, in quanto l'azione espressa dal verbo si esaurisce nel soggetto stesso.
Il verbo "scherzare" è transitivo o intransitivo?
Il verbo scherzare è intransitivo e quindi non prevede nessun altro argomento oltre al soggetto, oppure prevede un secondo argomento introdotto dalle preposizioni: il gatto scherza con il rocchetto.
Quali sono alcuni esempi di verbi che possono essere sia transitivi che intransitivi?
Molti verbi non sono verbi transitivi o verbi intransitivi 'per natura', ma ammettono sia un uso transitivo sia un uso intransitivo: ad esempio nella frase 'io mangio una mela' il verbo 'mangiare' è usato in funzione transitiva, mentre nella frase 'io mangio al ristorante' lo stesso verbo è usato in funzione ...
Quali sono tutti i verbi transitivi?
LISTA DI VERBI TRANSITIVI
Prendere: Ho preso un libro. Lasciare: Ho lasciato la borsa a casa. Vedere: Ho visto un film bellissimo. Sentire: Ho sentito un rumore strano. Leggere: Ho letto un romanzo avvincente. Scrivere: Ho scritto una lettera. Mangiare: Ho mangiato una mela. Bere: Ho bevuto un bicchiere d'acqua.
Quando i verbi intransitivi diventano transitivi?
Le particolarità dei verbi transitivi e intransitivi Una seconda particolarità è quella dei verbi intransitivi che diventano transitivi quando reggono un oggetto diretto che presenta la stessa radice del verbo oppure ne condividono il significato.
Il verbo "essere" è transitivo o intransitivo?
La risposta quindi è no, il verbo essere non è un verbo transitivo perché non regge mai un complemento oggetto diretto. Il verbo essere, perciò, è sempre intransitivo.
Come si dice ti ho visto o ti ho vista?
Con i pronomi atoni di prima e seconda persona singolare e plurale (mi, ti, ci, vi) in funzione di oggetto diretto non c'è l'obbligo ma la possibilità di concordare. Se parliamo a una ragazza, possiamo dire sia “Ti ho vista ieri sera al concerto” sia “Ti ho visto ieri sera al concerto”.
Si dice gli voglio bene o li voglio bene?
Si dice "gli voglio bene" (a lui/a loro singolare) o "gli voglio bene" (anche al plurale, informalmente, per 'a loro'), mentre "li voglio bene" è grammaticalmente errato perché il verbo "voler bene" regge un complemento di termine (a chi?), non un complemento oggetto, e richiede quindi il pronome indiretto gli (a lui/loro), non il pronome diretto li (loro, che indica complemento oggetto).