Il vetro non si ossida nel senso tradizionale (come il ferro), ma subisce corrosione superficiale (opacizzazione) a causa di agenti atmosferici, umidità, salsedine o lavaggi aggressivi. Questo processo, spesso descritto come ossidazione, crea un velo opaco o biancastro, causato dalla lisciviazione dei componenti alcalini e dalla cristallizzazione dei sali.
L'ossidazione nei vetri si riferisce principalmente alla reazione chimica che avviene quando il vetro viene esposto all'ossigeno e ad altri agenti atmosferici, come l'umidità. Questo fenomeno può verificarsi a livello superficiale o in profondità, a seconda della composizione del vetro e delle condizioni ambientali.
BOTTIGLIA DI VETRO: tempo di decomposizione 4000 anni… Quasi indegradabile: sono stati ritrovati dei pezzi di vetro datati 2000 a.C. BOTTIGLIA DI PLASTICA: tempo di decomposizione da 100 a 1000 anni… Fa parte degli imballaggi più resistenti.
I minerali disciolti nell'acqua iniziano a cristallizzare e ad attaccarsi alle superfici, incluse quelle dei bicchieri. Nel corso del tempo, questo processo di cristallizzazione porta alla formazione di uno strato di calcare che diventa visibile sotto forma di macchie bianche o opacità sul vetro.
Il vetro eccelle per la sua ottima resistenza chimica nei confronti di soluzioni acquose, soluzioni saline, acidi, basi e solventi organici, e supera per questi parametri parecchie materie plastiche. Viene attaccato solamente dall'acido fluoridrico e, a temperature elevate, da basi forti e acido fosforico concentrato.