In che casi si perde la NASpI?
La NASpI si perde in caso di: nuova occupazione (subordinata/autonoma) oltre certi limiti di reddito o durata non comunicata, perdita dello stato di disoccupazione, mancata partecipazione alle iniziative del Centro per l'Impiego, rifiuto di un'offerta lavorativa congrua, o raggiungimento dei requisiti pensionistici.
Quando si perde il diritto alla NASpI?
Si perde la NASpI quando si trova un nuovo lavoro dipendente (se supera i 6 mesi o il reddito è alto), si avvia un'attività autonoma senza comunicazione, non si partecipa alle politiche attive del lavoro, si perde lo stato di disoccupazione, si raggiungono i requisiti per la pensione o non si rispettano gli obblighi di comunicazione all'INPS, come il reddito annuo presunto, altrimenti si rischia la sospensione o la decadenza.
Chi ha diritto a 12 mesi di NASpI?
Si ha diritto a 12 mesi di NASpI (indennità di disoccupazione) se si hanno accumulato almeno 24 mesi di contribuzione negli ultimi 4 anni prima della perdita involontaria del lavoro, poiché la durata della NASpI è pari alla metà del periodo contributivo, fino a un massimo di 24 mesi; i requisiti di accesso includono inoltre la perdita involontaria del lavoro e almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti, con i nuovi requisiti dal 2025 che introducono una specifica soglia contributiva per chi si dimette volontariamente e poi perde un successivo lavoro.
Quali sono le novità sulla NASpI a luglio 2025?
Dal 1° luglio 2025, l'importo massimo della NASpI è stato rivalutato dell'1,7% per adeguarsi all'inflazione.
Cosa cambia per la NASpI nel 2025?
Nel 2025, le principali novità della NASpI riguardano un inasprimento dei requisiti per chi si dimette volontariamente: ora, dopo le dimissioni da un indeterminato, per ottenere il sussidio dopo un successivo licenziamento (anche da un contratto a termine), occorrono almeno 13 settimane di contributi nell'ultimo rapporto di lavoro, non più genericamente negli ultimi 4 anni, per contrastare i furbetti. Durata e importo rimangono simili (max 24 mesi, importo decresce del 3% mensile dal 6°/8° mese), con massimale 2025 a €1.562,82, ma la domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione.
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Cosa fa decadere la NASpI?
Si perde la NASpI quando si trova un nuovo lavoro dipendente (se supera i 6 mesi o il reddito è alto), si avvia un'attività autonoma senza comunicazione, non si partecipa alle politiche attive del lavoro, si perde lo stato di disoccupazione, si raggiungono i requisiti per la pensione o non si rispettano gli obblighi di comunicazione all'INPS, come il reddito annuo presunto, altrimenti si rischia la sospensione o la decadenza.
Che differenza c'è tra NASpI e disoccupazione?
NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) non è la stessa cosa della "disoccupazione", ma è il nome specifico dell'attuale indennità mensile di disoccupazione erogata dall'INPS in Italia, che ha sostituito le precedenti forme di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti che perdono il lavoro involontariamente. In sintesi: la "disoccupazione" è il concetto generale di mancanza di lavoro, mentre la NASpI è il sussidio economico concreto che si richiede per ricevere un sostegno durante questo periodo.
Quando si perde la NASpI 2025?
Quanto dura la NASpI nel 2025? La durata della NASpI dipende dalla contribuzione maturata nei quattro anni precedenti la richiesta. Nel 2025, l'indennità viene erogata per un periodo pari alla metà delle settimane di contribuzione versate negli ultimi quattro anni, con un massimo di 24 mesi (2 anni).
Quando non spetta più la NASpI?
I lavoratori con partita Iva, i liberi professionisti, i collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) e i contratti di collaborazione occasionale non hanno diritto alla Naspi, poiché l'assegno è destinato esclusivamente ai lavoratori con un contratto di lavoro dipendente.
Cosa si rischia se si lavora in disoccupazione?
Se lavori in nero mentre percepisci la NASPI (indennità di disoccupazione), stai commettendo un reato e rischi: Denuncia penale per frode ai danni dello Stato (art. 76 D. Lgs.
Che fare se trovo un nuovo lavoro mentre prendo la NASpI?
Il lavoratore deve comunicare all'INPS, entro 30 giorni, il reddito presunto tramite il servizio NASpICom. Se il reddito supera 8.145 euro, la NASpI viene sospesa per tutta la durata del contratto. Alla scadenza, l'erogazione riprende automaticamente.
In quale caso viene tolta la NASpI?
Si perde la NASpI quando si trova un nuovo lavoro dipendente (se supera i 6 mesi o il reddito è alto), si avvia un'attività autonoma senza comunicazione, non si partecipa alle politiche attive del lavoro, si perde lo stato di disoccupazione, si raggiungono i requisiti per la pensione o non si rispettano gli obblighi di comunicazione all'INPS, come il reddito annuo presunto, altrimenti si rischia la sospensione o la decadenza.
Quanto tempo ho per comunicare all'INPS che ho iniziato a lavorare?
Devi comunicare all'INPS l'inizio di un nuovo lavoro entro 30 giorni dalla data di assunzione, utilizzando il servizio telematico NASpI Com, per segnalare il reddito presunto e l'inizio dell'attività lavorativa, altrimenti rischi la decadenza dall'indennità. La comunicazione serve a gestire la sospensione o la riduzione della NASpI, a seconda del reddito e della durata del nuovo contratto.
Come non perdere la NASpI 2025?
Per ricevere la NASpI nel 2025 devi soddisfare due condizioni fondamentali:
- Essere disoccupato “involontariamente” Vuol dire che non hai scelto tu di lasciare il lavoro. Ma ci sono eccezioni: ...
- Aver versato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni. Contano anche: maternità obbligatoria.
L'iscrizione al SIISL è obbligatoria per i percettori di NASpI?
L'iscrizione alla piattaforma SIISL (Sistema Informativo per l'Inclusione Sociale e Lavorativa) è un passaggio obbligatorio per i percettori di NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) e DIS-COLL (indennità per collaboratori coordinati e continuativi).
Che giorno pagano la NASpI?
La NASpI viene pagata solitamente nella prima metà del mese (spesso tra il 10 e il 15), ma la data precisa è variabile e dipende dalla data di presentazione della domanda e dalla lavorazione INPS, non esiste un giorno fisso, ma è possibile controllare la data esatta sul proprio Fascicolo Previdenziale del Cittadino tramite SPID/CIE/CNS. Ogni pagamento si riferisce alla mensilità precedente (es. pagamento a febbraio si riferisce a gennaio).
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