Domanda di: Dr. Ione Amato | Ultimo aggiornamento: 4 marzo 2026 Valutazione: 4.9/5
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La carità è la più alta delle tre virtù teologali (insieme a fede e speranza), definita come l'amore incondizionato, disinteressato e fraterno che proviene da Dio e spinge ad amare Lui e il prossimo. Non si limita all'elemosina, ma è la "forma" di tutte le virtù, rendendo l'uomo capace di amore autentico.
1822 La carità è la virtù teologale per la quale amiamo Dio sopra ogni cosa per se stesso, e il nostro prossimo come noi stessi per amore di Dio. 1823 Gesù fa della carità il comandamento nuovo. Amando i suoi « sino alla fine » (Gv 13,1), egli manifesta l'amore che riceve dal Padre.
Nel complesso le virtù cristiane sono sette: fede, speranza, carità, prudenza, giustizia, fortezza e temperanza. Le prime tre sono le virtù teologali, che rendono l'uomo in armonia con Dio.
Gesù insegna che la carità è l'amore più grande, definita come amare Dio e il prossimo come se stessi, estendendola anche ai nemici (Matteo 22:37-40, Giovanni 13:34). La carità va oltre le buone azioni: deve essere paziente, benigna, non invidiosa, umile e non cercare il proprio interesse (1 Corinzi 13:4-7), altrimenti le opere mancano di valore. Essa significa servire i bisognosi (nutrire gli affamati, vestire i poveri), vedendo in loro il volto di Gesù stesso, e si manifesta nell'amore incondizionato e donativo, simile a quello di Dio.